ATS Insubria troppo estesa

ATS Insubria troppo estesa

ATS Insubria troppo estesa. 

CISL MEDICI LOMBARDIA RICHIEDE UNA  ATS COMASCACON NUOVE FUNZIONI

La CISL medici è da sempre molto attenta alle problematiche socio sanitarie e  ritiene che sia indispensabile e doveroso  impegnarsi per valorizzare ciò che meglio funziona e d’altra parte evidenziarne gli aspetti carenziali e le  criticità in modo costruttivo.

Concordo con quanto espresso  di recente dal Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, riguardo la necessità di  realizzare una ATS Lariana che abbia Como e la sua provincia come unico ambito di competenza. Le motivazioni e le osservazioni del collega Guanziroli di Cisl Medici Lombardia e sono già stata espresse da tempo, manifestando sempre il desiderio della Cisl Medici di fornire la migliore sanità ,sia socio-sanitaria territoriale ,che ospedaliera,” sottolinea il dott. Danilo Mazzacane, Segretario Generale Cisl Medici Lombardia,”La finalità primaria  della CISL medici è quello di garantire che i sanitari siano messi in condizione di lavorare con la giusta serenità e sicurezza ; in tal modo è possibile offrire  una prestazione sanitaria idonea, puntuale  e soddisfacente  al paziente  e questo è proprio ciò che rappresenta l’obiettivo principale del medico”.

Il dott. Guanziroli ,Segretario Generale Cisl Medici dei Laghi ha ribadito: ”Fin dall’inizio la CISL Medici ha espresso molte preoccupazioni e perplessità sulla fattibilità  del capisaldo della riforma sanitaria lombarda ossia il prendere in cura in toto del pz anziano e/o con patologie croniche; non venivano infatti messi in campo idonei finanziamenti e soprattutto  non venivano portati a compimento i decreti attuativi.

La pandemia ha evidenziato come la realizzazione della riforma è rimasta sulla carta. Non è stata organizzata la medicina territoriale, anzi è stata smantellata e invece si è riportato l’ospedale al centro dell’assistenza sanitaria. Non è stata in sintesi realizzata la continuità di cure tra ospedale e territorio.

Il problema è ancora più sentito a Como sia per la peculiarità stessa del territorio lariano che per le  criticità che  già da anni stanno emergendo ed è per questo che la CISL medici unitamente alla CISL UST da  diversi  anni è impegnata a segnalare i problemi in capo socio sanitario e proporre proposte che purtroppo troppo spesso non hanno trovato reale riscontro.

Uno dei  punti principali su cui da sempre dibattiamo è  la preoccupazione che Como perda sempre di più la centralità dell’offerta sanitaria e sia relegata ai margini di altre città quali Milano o Varese.

Fin dall’inizio abbiamo espresso contrarietà alle scelte di unire Como con Varese e soprattutto di collocare la sede dell’ATS dell’Insubria  a Varese sostenendo che avrebbe penalizzato , come poi si è verificato, il territorio lariano.

Abbiamo  sempre denunciato come Como abbia una percentuale di posti letto per abitanti  nettamente inferiore alla media regionale e una carenza cronica  di medici e infermieri che sono attratti dai maggiori guadagni della vicina Svizzera o preferiscono andare a lavorare in realtà pubbliche o private che offrono maggiori sbocchi e soddisfazioni professionali”.

CISL MEDICI LOMBARDIA chiede che venga rilanciata  l’offerta sanitaria del territorio lariano creando aree di eccellenza medica e chirurgica che  riportino il S.Anna a essere attrattivo ed anche  evitare che i  cittadini debbano essere  costretti a rivolgersi ad altri ospedali limitrofi .

“Siamo contenti,ribadisce il dott. Guanziroli , Segretario Generale Cisl Medici dei Laghi,”che finalmente  il  vecchio S.Anna apra dei letti di degenza ai malati, come da anni il nostro sindacato invoca a gran voce.

Da anni sosteniamo infatti che la Cittadella sanitaria (ex ospedale S.Anna di Via Napoleona)  debba offrire prestazioni sanitarie , diventi un luogo che privilegi il malato cronico e fragile e l’anziano con pluripatologie ; occorre creare sinergia e coinvolgere  anche tutte le strutture sanitarie del territorio lariano, l’ordine dei medici e  degli infermieri, i medici di medicina generale, il servizio di guardia medica territoriale, le associazioni di volontariato. In tale modo si realizzerà quello che è considerato il fulcro e il modello ispiratore della riforma sanitaria: l’integrazione ospedale territorio, il prendersi cura del malato a 360 gradi.

E’ fondamentale istituire anche un punto di pronto intervento aperto per sette giorni su sette per almeno 14 ore al giorno che oltretutto permetterà  di decongestionare i vari pronto soccorso  riducendo gli accessi incongrui per patologie di lieve gravità  e riducendo quindi i tempi di attesa per i malati già fragili con meno disagio per tutti. Ci dovrà essere un punto di radiologia di primo intervento e di laboratorio  Si potranno aprire posti letto per le cure intermedie o comunque a bassa intensità di assistenza per rispondere ai bisogni sociali delle famiglie; oltretutto questo permette di mettere a disposizione maggiori posti letto negli ospedali per patologie acute “.

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