Attuazione Dpcm 8 Marzo: lettera del reggente CISL Medici Biagio Papotto

Attuazione Dpcm 8 Marzo: lettera del reggente CISL Medici Biagio Papotto

Gentili Presidenti,

Presidenti di Regioni e Province Autonome,

Ai Direttori delle Az. Sanitarie Ospedaliere,

Prot. n. 64/CM/BP/2020 Territoriali e Universitarie

E p.c. Ai Segretari Regionali e Provinciali della Federazione CISL Medici

Come noto, i due decreti legge in oggetto, entrambi emanati per fare fronte alla drammatica emergenza epidemiologica da COVID-2019, così come ampliati e rafforzati dal Dpcm dell’8 marzo u.s., nella loro sostanza oltre che per espressa previsione, obbligano i cittadini italiani e le pubbliche autorità competenti ad adottare tutte le necessarie misure di prevenzione al fine di delimitare l’espansione del contagio da COVID-2019.

I Decreti in questione, infatti, collocandosi nell’ambito degli articoli 32 della Costituzione e 32 della Legge 23 dicembre 1978 n. 833, sono provvedimenti di salute pubbliche che, ove vengano violati, determinano l’insorgere di gravi responsabilità amministrative e penali in capo ai trasgressori.

Proprio in attuazione dei Decreti richiamati, già in molte Regioni, i Presidenti delle Giunte regionali hanno emanato ordinanze volte a dare esecuzione puntuale alle disposizioni ivi presenti, ad esempio, tramite la sospensione, presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, delle attività ambulatoriali e dei ricoveri al fine di contenere la diffusione del virus.

Tali misure, oltre che giustificate per salvaguardare i cittadini, sono fondamentali anche per la tutela del personale sanitario, medici e sanitari (dipendenti), medici convenzionati (specialisti SAI, medici di base e pediatri di libera scelta) che, tra le altre cose, devono necessariamente essere supportati proprio in ragione del ruolo primario che già svolgono e sempre più svolgeranno nel corso di questa drammatica crisi.

Per tale ragione, pur consci della necessarietà di garantire i servizi di assistenza, a nome di tutti i nostri iscritti, invitiamo le signorie vostre a dare piena esecuzione a tutte le norme dianzi citate, razionalizzando l’erogazione delle prestazioni sanitarie attraverso la riprogrammazione delle visite e dei ricoveri non urgenti e chiedendo agli utenti che, al di fuori di queste evenienze, non si rechino presso le strutture sanitarie per non creare inutili assembramenti che possano agevolare la diffusione del contagio.

Giova ricordare che, oltre alle contingenze di salute pubblica evidenziate, anche la salute dei dirigenti medici subordinati e parasubordinati, nella loro veste di lavoratori, deve essere salvaguardata in applicazione di quanto previsto dall’art. 2087 cod. civ. e dal Dlgs. 81/2008.

L’inutile esposizione al pericolo del “personale” sanitario, non giustificata da esigenze oggettive di urgenza, oltre che violare le recenti disposizioni del Governo Italiano, costituirebbero anche una pacifica violazione della disciplina della tutela della salute del lavoratore e contro, la nostra stessa volontà, motiverebbe la doverosa tutela dei nostri iscritti presso le sedi giudiziarie.

Insistiamo perché, in un’ottica di seria collaborazione, ancor più cogente visto il momento di crisi che viviamo, vogliate accogliere il nostro appello garantendo che, da parte nostra, sia la CISLMEDICI che i propri iscritti, come sempre è stato fatto, saranno al servizio del Paese e dei suoi cittadini.

Attendiamo fiducioso positivo riscontro.

Distinti Saluti

Reggente CISL Medici

Dott. Biagio Papotto

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