Aumentano i medici che scelgono di andare all’estero

Aumentano i medici che scelgono di andare all’estero

In alcune regioni sono stati costretti a richiamare i pensionati. Ma nel frattempo ogni anno un migliaio di medici chiedono di essere trasferiti all’estero (e oltre 10mila giovani laureati nelle varie discipline lasciano l’Italia). 

Una stortura che lascia basiti ma che ha molte spiegazioni: a comincfiare dai guadagni, inferiori ai loro colleghi tedeschi, francesi o spagnoli a parità di incarico: il salario medio lordo in Italia è pari a circa 32.600 euro mentre in Germania sale a 42.300 euro, in Francia a 38.900, in Spagna a 34.300 euro e nel Regno Unito a 38.900. E non solo: spesso anche i più capaci si vedono scavalcati nei concorsi per i posti apicali da figli, nipoti e consanguinei di baroni della medicina e luminari universitari. A cui vanno aggiunti gli appartenenti elle lobby politiche, religiose o altro che hanno ramificazioni in tutti i settori dove agguantano posti di lavoro sfruttando la rete di contatti e conoscenze.

Il report della Commissione Ue non lascia dubbi: i camici bianchi europei che lasciano il loro Paese il 52 per cento è rappresentato da nostri connazionali, seguiti dai tedeschi con il 19 per cento. La regione che ha il picco di “emigranti” è il Veneto con 80 professionisti sui 1.500 che emigrano ogni anno. L’azienda sanitaria di Padova ha fatto sapere che gli Emirati Arabi stanno contattando medici italiani, offrendo dai 14 ai 20 mila euro al mese oltre all’interprete, la casa, la scuola per i figli, e pure l’autista. Dal 2005 al 2015 oltre 10.000 medici hanno scelto di esercitare all’estero e i dati più recenti confermano che all’anno sono circa 1.500 i medici laureati che vanno a lavorare all’estero. Il risultato sarà una cronica carenza di medici: nel 2025 mancheranno nelle corsie degli ospedali oltre 16.000 specialisti.

I giovani laureati all’estero

La mobilita’ dei giovani laureati italiani, seppur in maniera indiretta, spiega le differenti opportunita’ di occupazione qualificata che connotano i territori. Nel 2017 il saldo per l’ Italia e’ in perdita, sono circa 10.500 i giovani tra i 25 e i 39 anni che hanno trasferito la propria residenza all’ estero (-4,1 per mille). Lo rileva l’ Istat nell’ aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori.Considerando anche i flussi interni, oltre a quelli da e per l’ estero, il panorama territoriale rimane estremamente polarizzato, con il Mezzogiorno che nello stesso anno vede emigrare in media 23 laureati ogni mille residenti, il Centro dove il saldo e’ solo lievemente negativo (-3 per mille) e il Nord che invece registra un saldo positivo (+8 per mille). La penalizzazione dei territori meridionali e’ generalizzata ma evidenzia forti differenze. Tutte le province registrano perdite, comprese tra il -9 per mille di L’ Aquila e il -59 per mille di Crotone.

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