Carenza medici, la proposta: alt a incompatibilità e dentro specialisti privati

Carenza medici, la proposta: alt a incompatibilità e dentro specialisti privati

Anziché reclutare medici specialisti pensionati o stranieri per coprire ore lasciate sguarnite dagli esodi si potrebbe ricorrere, ove possibile, anche a specialisti già operanti nel privato.

La proposta a istituzioni ed altre forze sindacali si riferisce al momento ai soli specialisti ambulatoriali ed è limitata alla Lombardia.

A formularla è il segretario Cisl Medici lombardo Danilo Mazzacane:

«La regione potrebbe lasciar cadere le incompatibilità esistenti e potenziali e convenzionare ad ore dei colleghi per la specialistica ambulatoriale ove abbiano titolo di specialità ma fin qui abbiano scelto di operare nel privato puro o convenzionato. Una scelta che qui in Lombardia hanno fatto molti giovani specialisti, ma che potrebbe non essere irreversibile. In ogni caso -continua Mazzacane- avremmo professionalità rodate e preparate».

«La convenzione specialistica ambulatoriale è già stata utilizzata per stabilizzare i borsisti di Tor Vergata, e al Policlinico di Napoli fanno ore in fasce nevralgiche 80 specialisti ambulatoriali. Questo avviene a quanto so anche nel Veneto. La salvezza di alcuni ospedali in certe situazioni però ha coinciso con un impoverimento del territorio. Nella bassa lombarda dove lavoro mancano oculisti (a Melegnano uno da due anni e ora sono due, e a Pavia), cardiologi territoriali (a Pavia) e tante altre professionalità. Non è un fenomeno apocalittico ma è estremamente incisivo negli ambiti pratici dove si verifica. Ho notizia di situazioni analoghe in Piemonte e Veneto. Invece per il resto d’Italia la proposta va valutata in relazione a rapporti pubblico-privato differenti».

«Chi esercita nel privato a Milano non lo potrebbe fare nello stesso ambito come convenzionato ma si potrebbe pensare possa e debba spostarsi di Asl. Ad ogni modo, nella convenzione della medicina generale non c’è incompatibilità tra assistenza primaria e continuità assistenziale entro un certo massimale, perché in specialistica ambulatoriale fino al raggiungimento di un potenziale di 38 ore inclusa l’attività privata non si possono convenzionare specialisti?»

«Nell’ultima riforma la Regione Lombardia non parla più di concorrenzialità pubblico-privato ma di sinergia. E comunque il tema dell’incompatibilità è sempre stato un po’ un tabù per via della necessità di non impoverire il servizio pubblico di ore istituzionali; qui però andremmo a fare esattamente il contrario, dare al Ssn quelle ore che servono ad erogare i livelli di assistenza e che altrimenti andrebbero perse».

«E’ corretto pensare che certe carenze vadano deserte per la scarsa appetibilità del lavoro proposto ma è altrettanto importante rimuovere i motivi di questa scarsa appetibilità. La rimozione delle incompatibilità è argomento di dibattito, credo, ineludibile in questa fase di carenza di personale».

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