Convenzione, accesso rapido e più welfare per i medici ambulatoriali. Ecco gli ultimi aggiornamenti

Convenzione, accesso rapido e più welfare per i medici ambulatoriali. Ecco gli ultimi aggiornamenti

Due anni di attesa in meno per entrare in convenzione, più tutele per maternità e malattia: gli specialisti ambulatoriali del Sumai stanno ridisegnando la loro convenzione con la Sisac, e partono da una convenzione già firmata nel 2015, a differenza di medici di famiglia e pediatri, che recepisce le novità introdotte dalla legge Balduzzi.

In altre parole, si trovano più avanti sia nel quadro normativo esistente sia nella trattativa che però, secondo voci circolanti, potrebbe presto decollare anche per le altre due categorie.

Ricordiamo che nell’ultima tornata i sindacati e in particolare Fimmg hanno chiesto alle Regioni di verificare la chance di un adeguamento intermedio del contratto che abbracci anche i temi della remunerazione dei certificati di infortunio, dell’accesso dei giovani, delle incompatibilità. Ma torniamo agli specialisti.

In un comunicato, Sumai Assoprof parla di un’intesa in piedi con Sisac sul rinnovo dell’Accordo nazionale 2016-2019, «un accordo – spiegaAntonio Magi,segretario del SUMAI Assoprof – che stabilisce una nuova alleanza tra il nostro Sindacato e le regioni in difesa degli interessi degli specialisti ambulatoriali interni, di tutti i medici chirurghi e odontoiatri oltre alle professionalità dell’Area Sanitaria ovvero veterinari, biologi, chimici e psicologi».

Molte norme “migliorative” sarebbero accolte. Tra le proposte discusse ci sono:

  • il riconoscimento delle tutele della maternità, l’applicazione completa della legge104;
  • Il superamento delle problematiche dei veterinari, sorte dopo l’Accordo 2015;
  • l’apertura più ampia per l’ingresso dei giovani specialisti nell’area con semplificazione dell’accesso tramite graduatoria;
  • l’anticipazione della pensione per i colleghi con i requisiti previdenziali.

In tutto questo qualcuno obietta che Sumai sta trattando a parte: rispetto agli altri sindacati, ha chiesto tavoli separati.

«Abbiamo individuato per alcuni rappresentanti di organizzazioni sindacali presenti alla nostra trattativa un possibile conflitto di interesse rispetto ai rappresentati», dice Magi. «Anche per evitare situazioni già vissute nei tavoli precedenti, in questa prima fase abbiamo pensato che con colloqui distinti si possa arrivare più rapidi al dunque con Sisac nel proporre e nel verificare se le nostre proposte sono accettate. Riteniamo questa convenzione importantissima per la medicina territoriale e abbiamo una totale comunità di intenti con le altre categorie di convenzionati. Le premesse sono buone, ma non abbiamo certo chiuso! Abbiamo inserito dei punti fermi e la controparte è possibilista su alcune nostre idee. Per la parte economica si va nello specifico la prossima settimana».

Sui giovani, la proposta Sumai è di facilitare il più possibile l’ingresso, «nel solco di quanto previsto dall’Atto di indirizzo approvato in Conferenza Stato-Regioni. Per medici di famiglia e pediatri ci sono già strumenti che consentono certe possibilità, e anche per noi specialisti occorre eliminare la burocrazia. Posto che per entrare in convenzione si dovrà comunque essere in possesso del diploma, se oggi per entrare in graduatoria si deve fare domanda a gennaio dell’anno successivo a quello in cui ci si specializza e per la pubblicazione si deve attendere ancora un anno, per il futuro i tempi vanno sfrondati. E là dove non si trovano specialisti potrà, è il nostro auspicio, essere convenzionato direttamente un neo-specialista che ha appena depositato il diploma al Comitato Zonale (l’equivalente del Comitato regionale dei medici di famiglia ndr) risparmiando così due anni di attesa».

Importanti anche le proposte di Welfare. Due su tutte: maternità e legge 104.

«Per le neo-mamme si tratta per estendere, dalle attuali 14 settimane, a 5 mesi dopo il parto la copertura tramite un intervento diretto dell’Enpam. Una tutela che ha due ragioni: la medicina è sempre più donna e la professione non deve mai essere suo malgrado causa di denatalità. Ogni anno nascono meno bambini, e il nostro paese nel saldo demografico perde tanti abitanti quanti ne ha la città di Parma».

Altra peculiarità della categoria, è la legge 104 che però, unico caso in Italia, funziona solo se lo specialista deve assentarsi per seguire un familiare e non se deve farlo per se stesso.

Un anno fa la Cisl Medici in Lombardia aveva chiesto alla Regione un’estensione della legge nazionale alla convenzione degli specialisti ambulatoriali.

Magi ora sta trattando a livello nazionale: «La fase in cui la legge 104 per lo specialista del territorio era “azzoppata” è in via di superamento».

La replica dagli altri sindacati non si fa attendere, Roberto Bonfili di Uil Medici annuncia che la Sisac ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Magi, e che «nessun accordo per la specialistica ambulatoriale è stato raggiunto, Uil chiede l’apertura di un tavolo per risolvere «problemi di rappresentatività emersi in trattativa, che rischiano di danneggiare l’unità sindacale e la validità del tavolo stesso» e propone di introdurre un riconoscimento economico per gli accessi dei professionisti che risiedono fuori della provincia dove operano.

Articolo di Mauro Miserendino

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