Emergenza Coronavirus: le parole del Segretario Ugo Doci

Emergenza Coronavirus: le parole del Segretario Ugo Doci

Care e cari,

innanzitutto desidero inviare a ciascuna e ciascuno di voi e, per vostro tramite, a tutti i dirigenti, operatori, collaboratori delle vostre strutture, ovunque operanti, un abbraccio fraterno (a distanza si può!) e un ringraziamento dal più profondo del cuore per come tutti insieme stiamo cercando con responsabilità, senso del dovere, spirito di servizio, attenzione per le persone (tutte), comunione di intenti e di volontà, di far fronte a una situazione che mai, mai, mai avremmo, fino a pochi giorni fa, pensato di dover affrontare.

Questa crescente emergenza coglie la nostra organizzazione, la Cisl, in particolare nella nostra regione, tra l’imprescindibile obbligo di osservanza delle disposizioni che le autorità emettono per la ricerca del contenimento dell’epidemia (ancorché spesso di non facile lettura e interpretazione), il dovere di garantire a tutti i nostri operatori e volontari condizioni di sicurezza e salvaguardia della salute e l’imperativo morale che ci impone di continuare ad assicurare servizio e tutela ai tantissimi lavoratori, lavoratrici, pensionati, pensionate, alle persone e alle famiglie che, in Lombardia, al di là dell’emergenza in atto, hanno necessità urgenti di pratiche e adempimenti che hanno una scadenza ravvicinata (fiscali, tributarie, previdenziali, NASPI, ISEE, dimissioni on line, ecc.) e necessità di tutele individuali (in particolare quelle collegate alla perdita o alla sospensione del lavoro conseguenti alla crisi economica, produttiva e occupazionale correlata all’emergenza sanitaria).

Coniugare queste tre condizioni, non è semplice, né facile e non può che realizzarsi per approssimazione; ma siamo chiamati a provare a farlo.

In quest’ottica confermiamo l’apertura delle nostre sedi dove operano i nostri Servizi (INAS, CAF, Vertenze, Sportello Lavoro) che, per la natura delle incombenze ad essi assegnate, hanno a che fare con scadenze indifferibili di pratiche e di adempimenti per le persone che si rivolgono ai nostri sportelli.

D’intesa con i responsabili regionali di questi servizi, gli stessi opereranno nell’intento di garantire comunque i servizi urgenti e indifferibili, attraverso modalità organizzative flessibili (appuntamenti, turnazioni, riduzioni di orario, scaglionamento degli ingressi degli utenti negli uffici, mantenimento delle distanze di sicurezza)

I responsabili valuteranno di volta in volta situazioni individuali degli operatori che per la loro specificità e peculiarità saranno gestite utilizzando gli strumenti previsti dai CCNL di riferimento o dai Regolamenti economici della Cisl.

La ferma raccomandazione che il DPCM rivolge agli ultra 65enni, di non uscire da casa, da un lato ci impone il pieno rispetto della medesima, consigliando ai nostri pensionati volontari di adeguarsi a tale raccomandazione, dall’altro di valutare caso per caso l’opportunità in alcune situazioni di chiudere le sedi che si basano sulla presenza dei pensionati, in altre di adottare temporanei diverse modalità organizzative per supplire alla mancanza dei pensionati stessi.

Altrettanto, le federazioni, in particolare quelle che saranno chiamate massivamente a gestire le ricadute sui lavoratori e le lavoratrici dei cali occupazionali dovuti alla chiusura di attività, esercizi, aziende e alla decrescita della produzione, si organizzeranno per garantire a questi lavoratori e lavoratrici (a partire dagli associati alla Cisl) la doverosa sequela in ordine agli adempimenti correlati agli ammortizzatori sociali e ai trattamenti di disoccupazione di loro spettanza e competenza, modulando e contemperando opportunamente le presenze nelle sedi (se e quando indispensabili) con l’attività in smart working.

Per tutti gli operatori e dipendenti che non operano all’interno dei settori e ambiti di attività che definirei di “emergenza urgenza di servizio e tutela sindacale”, rinnovo il suggerimento che ho già avanzato con la mia nota del 6 marzo scorso, in merito alla valutazione dell’opportunità di favorire, per il personale che, per tipologia di servizio a cui è addetto, per modalità di svolgimento del proprio lavoro, per i compiti e le funzioni che gli sono assegnate, per modello organizzativo in cui è inserito, il ricorso al c.d. LAVORO AGILE.

In tal modo, con tutte le difficoltà e lacune del caso, proviamo, tutti insieme, ad adottare un modello organizzativo e comportamentale similare e omogeneo in tutta la Lombardia, oggetto nel suo insieme delle misure restrittive del DPCM, garantiamo il servizio e la tutela alle condizioni di bisogno in regime di “emergenza e urgenza sindacale” dei nostri associati e delle persone che si rivolgono a noi, in questa fase di crisi che non sarà purtroppo breve, implementiamo per quanto possibile modalità, misure e comportamenti attenti alla sicurezza dei nostri operatori e, contribuiamo, per ciò che ci concerne, a realizzare quella forte diminuzione della mobilità e dei contatti sociali che è l’obiettivo principale del DPCM odierno.

Care e cari, sono consapevole che queste scelte non sono immediatamente risolutive di tutte le problematiche con cui ci dobbiamo misurare, non possono che fare affidamento sullo spirito di abnegazione delle operatrici e degli operatori che svolgono il loro servizio sindacale nelle incombenze e pratiche che non possiamo svolgere se non direttamente con gli utenti e sono affidate a ciascun responsabile delle diverse strutture sindacali perché operi il discernimento nella loro attuazione nella struttura a lui/lei affidata.

Ma sono certo che, anche in questo momento di grave, gravissima difficoltà per la nostra gente, per la regione, per il Paese, sapremo “stringerci a coorte”, anche come Cisl, perché nessuna persona, nessun lavoratore, nessun pensionato, si senta solo e possa cadere nella disperazione.

Non posso non ringraziare anche qui tutte le lavoratrici e i lavoratori (tantissimi iscritti alla Cisl) che in questo momento sono in “prima linea” nei servizi sanitari, sociosanitari, di emergenza, della sicurezza e protezione civile.

A tutti loro va il commosso sostegno e la forte vicinanza di tutta la Cisl!

Infine voglio dire a tutti voi che leggete questa mia: GRAZIE! Per non avermi lasciato mai solo, in questi giorni e in queste ore, ad assumere scelte non facili!

E per tutto quello che avete fatto e state facendo tra mille difficoltà.

Davvero la Cisl della Lombardia è una grande famiglia unita.

Con un grande strazio nel cuore… per i morti e i malati gravi, ma con una grande rinnovata speranza di futuro, vi abbraccio tutte e tutti.

Ce la faremo!

Il Segretario Generale

Ugo Duci

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