Lettera al Direttore di Quotidiano Sanità del Segretario Generale

Lettera al Direttore di Quotidiano Sanità del Segretario Generale

La specialistica ambulatoriale è fondamentale per spostare l’assistenza dall’ospedale al territorio. Lettera al Direttore di Quotidiano Sanità del Dott. Danilo Mazzacane.

Gentile Direttore,

la Medicina Specialistica Ambulatoriale, ovvero la specialistica svolta nel territorio, che è anche deputata alla gestione dei pazienti cronici, oltre che a soddisfare le richieste di sanità di tutti i cittadini, versa in condizioni di estrema difficoltà, anche se in gran parte è ancora quella considerata un fiore all’occhiello della sanità per la ramificazione geografica dei presidi territoriali.

La gestione del rapporto sinergico con gli specialisti ospedalieri da parte delle ASST è spesso insufficiente per problemi di natura economica, poiché si continua a percorrere l’orientamento ospedalocentrico della sanità, nella fase di prima applicazione della riforma lombarda.

Occorre invece prendere atto che la medicina specialistica ambulatoriale è quella di maggiore prossimità ai cittadini, e quindi ottimale per poter interagire con i Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta. Risulta, tuttavia, difficile prevedere un ricambio generazionale con le attuali regole contrattuali nazionali. Le incompatibilità vigenti non permettono l’accesso ai giovani Medici, causando la chiusura dei servizi per mancanza di personale specializzato. Problema simile è vissuto da Mmg e Pls.

In Lombardia servirebbe ottenere una deroga a tali regole o perlomeno una diversa modulazione contrattuale per gli specialisti ambulatoriali. Con un incarico settimanale di sole 10 ore non è possibile garantire allo specialista un trattamento economico decoroso.

La situazione degli ambulatori territoriali, specialmente a Milano, è ovunque disastrosa.

La loro gestione presenta forti criticità, nonostante negli scorsi anni si siano realizzati progetti interessanti e positivi come quello del poliambulatorio Rugabella in occasione di EXPO 2015.

Le strutture sono sovente fatiscenti e prive di strumentazione moderna, tanto da obbligare i professionisti ad inviare necessariamente il paziente in ospedale per concludere il percorso diagnostico terapeutico. Impellente la realizzazione di un aggiornamento professionale dedicato alla medicina del territorio, mediante eventi volti a favorire la comunicazione ed il confronto propositivo fra le varie figure sanitarie ivi operanti .

Inoltre il mancato riconoscimento ai Medici specialisti ambulatoriali dei benefici che sono garantiti per legge a tutti i cittadini italiani (ad esempio quelli relativi alla legge 104/92, inerenti lo stato di salute personale), sono causa di un loro marcato disagio.

L’età media dei Medici specialisti ambulatoriali è mediamente alta, e molti pensionamenti sono già in corso. Nonostante ciò, lo stato dei poliambulatori in tutta la Lombardia è tale da non essere appetibile per i giovani colleghi, pertanto anche le poche ore messe a concorso, vanno deserte.

Occorrerebbe, nel breve periodo, aumentare le risorse economiche a disposizione del territorio, creando specifici spazi nei piccoli ospedali in fase di trasformazione (POT e Presst), prevedendo nel contempo la necessaria sicurezza e la messa a norma delle strutture ambulatoriali. I piccoli ospedali vanno quindi convertiti in strutture di cure intermedie, anche per garantire maggiore assistenza di prossimità.

Il territorio e la medicina specialistica necessitano inoltre di una riprogettazione dell’organizzazione del lavoro, da realizzarsi con la condivisione dei Medici del territorio con un adeguato e funzionale sistema informatico, collegato in rete con gli altri attori del sistema di presa in carico e cura del paziente, cronico e non. Occorre, ancora, realizzare in Regione Lombardia un organismo di programmazione e controllo, che possa osservare a 360 gradi gli attori dell’attività nel territorio: Mmg, Specialisti ambulatoriali e Pediatri di libera scelta.

Si ritiene utile, altresì, prevedere anche la dovuta e sufficiente presenza delle altre figure di supporto necessarie nel territorio (infermieri e farmacisti), che devono operare in sinergia con i Medici territoriali.

Le nuove soluzioni organizzative che verranno adottate nell’ambito regionale lombardo dal punto di vista contrattuale ed organizzativo, rappresenteranno gli utili e nuovi indirizzi da intraprendere anche nelle altre regioni, per poter arrivare quanto prima all’estensione fattiva della politica dei costi standard. Allo scopo, tuttavia, necessita inviare ai tavoli di trattativa contrattuale Stato Regioni, o nelle sedi ove si gestiscono le problematiche sanitarie nazionali, funzionari regionali preparati e determinati , nel quadro del necessario rafforzamento dello staff a supporto dell’Assessorato al Welfare.

Infine, occorre anche impegnarsi ad affrontare la problematica del gravoso mancato rinnovo dei contratti nazionali, problema da risolvere con celerità, in quanto le attuali retribuzioni erogate non sono in linea con il resto d’Europa e continuano a causare le migrazioni verso l’estero di molti nostri giovani medici e ricercatori.

Ma la nostra Italia, a queste condizioni, non è più appetibile nemmeno per i Medici stranieri, e questo deve spingerci a trovare soluzioni immediate.

Danilo Mazzacane

Responsabile di branca oculistica Asst Pavia

Fonte: Quotidiano Sanità del 29 Novembre 2018

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