Lettera a medici e sanitari del Reggente Biagio Papotto

Lettera a medici e sanitari del Reggente Biagio Papotto

Carissimi,

mi accingo a scrivere poche righe (tanto avrete di certo poco tempo per leggere), sperando di non essere accomunato a quanti – in modo più o meno furbesco ed interessato – si stanno in questi giorni stracciando le vesti, a mo’ di prefiche della sanità, la stessa che hanno sempre trascurato e a volte quasi scientificamente indebolito.

Voglio ringraziare di cuore tutti i colleghi, iscritti e non, perché non è questo il momento di vane battaglie di bandiera.

Sappiamo molto bene, noi meglio di chiunque altro, quanto sia impegnativa la vita nella “trincea” dei pronto soccorsi, delle rianimazioni, delle corsie o nelle visite ambulatoriali e domiciliari, ogni giorno, senza orario e spesso senza neppure pensare a noi stessi.

Adesso la società si accorge di noi, adesso si cerca frettolosamente e male di porre rimedio a guasti che si trascinano da decenni e che abbiamo puntualmente criticato e denunciato.

Adesso. Lasciamo che – una volta ancora – non la nostra rabbia di cittadini prevalga, ma la nostra scienza e coscienza di professionisti indispensabili per la salute altrui, anche se chi è deputato a pensarci con il voto popolare non lo fa.

Non pensiamo a quanto sia mortificato un giovane medico che non trova un lavoro decente, o a quanto poco sia retribuito in Italia un collega che all’estero sarebbe letteralmente riverito.

Non ci lasciamo abbattere dalla mortificante differenza economica e di visibilità che intercorre tra noi e un politico.

Facciamo ancora – perché la circostanza è grave e il nostro libero giuramento ce lo impone – il nostro dovere.

Facciamo ancora una volta che la gente sia orgogliosa di noi e di cosa sappiamo fare con mezzi ridicolmente limitati e con attenzioni risicate.

Poi – passata l’emergenza – la CISL Medici darà incarico ai propri consulenti di perseguire ogni possibile via legale per verificare le responsabilità che hanno portato a questo.

Troppo comodo, infatti, è dare la colpa al fato, sostenere l’imprevedibilità dell’accaduto.

Una delle responsabilità di chi regge un Paese è il pensare anche a ciò che può accadere.

E noi faremo carico di questo a chi ha colpevolmente trascurato gli italiani, non solo i medici. Senza sconti, senza guardare in faccia ad alcuna sigla partitica.

Perché noi siamo i medici e i sanitari. E dobbiamo poterlo fare al meglio. Così magari una prossima volta ci ascolteranno prima, anziché coccolarci dopo…

Grazie a tutti. E buon lavoro a tutti noi

Reggente Cisl Medici

Dott. Biagio Papotto

Articoli correlati