La nostra nota in risposta al comunicato girato ad opera di altre O.O.S.S.

La nostra nota in risposta al comunicato girato ad opera di altre O.O.S.S.

Troppo facile salire sul carro politico di turno e dimenticare quanto è successo.

Esprimere giudizi di condivisione su atti, situazioni e con questo giustificarne la mancanza di prese di posizione o di segnalazioni di ciò che stava accadendo è facile e scontato a posteriori.

Dare un colpo al cerchio ed uno alla botte giustifica una tardiva comunicazione e considerazioni a posteriori.

Ci sono due modi per fare sindacato affrontare i problemi passo dopo passo o giudicare ex post (anche con illazioni non veritiere, cioè delegando a strutture sanitarie di supporto compiti medici legali) il comportamento del 112 che non decide chi trasferire in ospedale, ma questo lo conosce chi segue i lavori in quel sistema.

Per non parlare delle false accuse sulle mascherine, trovatemi se esiste qualcuno che metterebbe per iscritto un qualcosa che andrebbe contro la salute e la tutela dei pazienti e degli operatori stessi.

Forse ci dimentichiamo il medico allontanato dal reparto per aver richiesto l’uso delle mascherine per proteggere i suoi operatori o delle tante telefonate che ricevevamo dagli operatori su come comportarsi perché per non creare allarmismo all’inizio non venivano fatte usare anche a chi se le portava da casa.

Per non dimenticare, citiamo la nota pervenutaci in data 13 marzo 2020 alla nostra segnalazione del 11 marzo da parte dell’ente che riportiamo un passaggio qui sotto:

“Nessuna disposizione nazionale o regionale è disattesa o sottovalutata e la mancata applicazione di regole dettate da puro allarmismo, piuttosto che da competenza, non è evidentemente mancanza di tutela per gli Operatori.”

Ci saremmo aspettati una presa di coscienza delle situazioni e dopo un doveroso esame magari proporre soluzioni.

Non è compito del sindacato accertare i fatti ma di soggetti terzi, ma è compito dello stesso affiancare i lavoratori affinché siano tutelati e protetti.

Non tocca a noi stabilire la responsabilità, il nostro compito è essere vicini ai lavoratori e costantemente dare voce alle situazioni che si verificano, che per il rapporto di lavoro li vede sottostare a prassi, azioni e disposizioni talvolta non appropriate.

Screditare le attività sindacali intraprese non è un modo di agire corretto, in questa epoca la politica sindacale e campagna denigratoria e diffamatoria e non concreta.

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