Sanità, contratti e organici al palo: così il pubblico collassa, il privato soffre

Sanità, contratti e organici al palo: così il pubblico collassa, il privato soffre

Dal 2008 ogni medico ha perso dai 20 ai 30mila euro. Gli scatti di carriera sono bloccati e gli straordinari non sono retribuiti. Il contratto non recepisce ancora la direttiva europea sull’orario che impedisce abusi.

Per questo, sono sempre più quelli che passano nel privato, in libera professione. E fioriscono le società di “somministrazione” mentre le liste d’attesa si allungano a vantaggio dell’intramoenia.

“Finisco il turno alle quattro di pomeriggio ma esco all’ora di cena, perché non ho un sostituto e non posso abbandonare i pazienti”.

Elisa lavora nella terapia intensiva di un grande ospedale pubblico di Verona. “Faccio le notti da sola, salto i giorni di riposo e lavoro fino a 60 ore la settimana.

A ottobre avevo già accumulato 400 ore di straordinario ma l’ospedale non me le paga. Non ce la faccio più, me ne voglio andare”.

Il suo collega Andrea fa l’anestesista in sala operatoria: “Seguo contemporaneamente due o tre interventi perché siamo in pochi”.

In Piemonte stessa storia.

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Fonte: il Fatto Quotidiano, Articolo di Chiara Daina, 9 dicembre 2018

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