Situazione carceraria: quali criticità aperte in Lombardia

Situazione carceraria: quali criticità aperte in Lombardia

“Abbiamo evidenziato delle criticità nella gestione delle carceri lombarde,” dice il dott. Danilo Mazzacane, segr. gen. CISL MEDICI LOMBARDIA. 

Il 4 novembre 2020 i rappresentanti delle  organizzazioni sindacali Cisl Medici ,Aupi e UilFPL Area medica sono state audite dalla Commissione speciale Situazione carceraria in Lombardia al fine di evidenziare le criticità della gestione  e della organizzazione della medicina penitenziaria.

Sono state avanzate proposte di soluzioni con   riferimento alla delibera regionale X/4716 del 13/1//16 che ne definisce le linee di indirizzo.

Danilo Mazzacane per i medici e Maria Caruso per gli psicologi hanno premesso, durante l’incontro regionale, che il loro intervento non aveva carattere di allarmismo e hanno osservato che l’assistenza sanitaria offerta ai detenuti in Lombardia è quotidianamente assicurata mediante la buona volontà e l’impegno di tutti gli operatori sanitari e degli agenti di polizia penitenziaria.

Sono stati però esposti i dati e il quadro della situazione esistente, evidenziando le seguenti criticità, acuite dall’emergenza Covid -19, con il desiderio di poter ben operare in serenità e sicurezza:

  • carenza degli organici del personale sanitario ed anche degli agenti di polizia penitenziaria con precarietà della  condizione lavorativa professionale sanitaria  – è stato suggerito dai rappresentanti sindacali alla Commissione regionale Carceri il ricorso ai contratti di lavoro nazionali che regolano la medicina convenzionata
  • modalità attualmente vigenti di arruolamento del personale sanitario inusuali e scarsamente appetibili, con retribuzioni inadeguate e disomogenee nell’ambito delle varie ASST lombarde;
  • necessità di maggiore tutela nei confronti delle rispettive figure femminili di medico e psicologo;
  • necessità di implementare la formazione del personale sanitario;
  • necessità di  migliorare la comunicazione fra la direzione degli istituti penitenziari  e la rispettiva  direzione sanitaria, con un maggior coinvolgimento delle direzioni socio-sanitarie delle ASST ;
  • necessità di un budget determinato e congruo per la medicina penitenziaria per ogni ASST ;
  • urgenza di investire nell’acquisizione di strumentazione diagnostica al fine di evitare, per quanto possibile ,il ricorso all’assistenza sanitaria ospedaliera con le conseguenti difficoltà operative ed incremento della spesa ;
  •  necessità di avere un rappresentante delle professioni sanitarie, con valore tecnico-professionale , in seno alla cabina di regia regionale che è di supporto all’Osservatorio Regionale sulla Sanità Penitenziaria.

“Come rappresentanti sindacali abbiamo anche evidenziato come siaauspicabile l’avvio di un percorso di iniziativa lombarda che possa realizzare a livello nazionale la creazione delle figure del medico e dello psicologo penitenziario con un contratto specifico,”dice il dott. Danilo Mazzacane; segr. gen CISL MEDICI LOMBARDIA. I componenti della commissione regionale hanno mostrato attenzione a quanto esposto e pertanto attendiamo fiduciosi e con spirito collaborativo , la prosecuzione del buon dialogo avviato”. 

Attualmente sono positive al  coronavirus 131  detenuti in Lombardia di cui 82 persone in cura presso il carcere di Milano, e a Bollate 45 detenuti.

Altri quattro detenuti positivi ma asintomatici sono in isolamento nelle carceri di Pavia (2) e Voghera (2). I dati sono del Garante dei detenuti del Consiglio regionale, Carlo Lio.

I sindacati citati sono disponibili ad interloquire con il Garante dei detenuti del Consiglio regionale circa le istanze recentemente presentate.

Ufficio stampa CISL MEDICI LOMBARDIA

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